economia


 

 EO N O M I A

 
Lo Stato italiano è ben consapevole ed anche noi.
CDS Documento del Direttivo Nazionale. Caserta 29 aprile 2010
 
Nei negozi e, peggio ancora nei supermercati delle Duesicilie, oltre il 90% dei prodotti italiani presenti proviene da aziende del Nord.
Le nostre imprese, il nostro lavoro, non possono crescere, non si possono  sviluppare se non in maniera subaterna. Altrettanto zelo non e' impiegato con la criminalita' che da noi e' uno stato nello stato. I nostri lavoratori sono lasciati soli, precari in imprese precarie o, peggio, in balia dei caporali della malavita. Nelle Duesicilie, dove tutto e' piu' difficile, anche lavorare, il cosiddetto Stato, rende tutto ancora piu' difficile ed e' ancora piu' rapace e fiscale che altrove con chi vuole vivere onestamente e onestamente lavorare. Banche, uffici del fisco, guardia di finanza, piu' che aiutare chi vuole fare e vuole essere in regola, si impegnano a colpirlo qui molto piu' di quanto avvenga a nord del Tronto.
Lo Stato italiano è ben consapevole di ciò e non ha attuato, né attuerà alcun serio progetto per permettere lo sviluppo e il rafforzamento dell’imprenditoria meridionale e la salvaguardia reale dei nostri lavoratori, perche' l' Italia di cui si vuole festeggiare l' Unita', si basa proprio su questo, sulla subordinazione delle Duesicilie, sul fatto che sotto il Tronto DEVE sussistere una realta' minore, peggiore e senza prospettive. Le Duesicilie hanno un ruolo di colonia interna, col compito di fornire uno sbocco alle merci prodotte altrove, manodopera per l'emigrazione e sebatoio di voti clientelari per parassiti assistiti.
Stando cosi' le cose, e' giusto approvare forme di disobbedienza civile per autodifesa o per chi deve fare ricorso a piccole illegalita' pur di sopravvivere economicamente e lavorativamente.
Indichiamo alcuni campi di azione a titolo di esempio
 1)CONSUMO CRITICO: scegliere i prodotti non soltanto in base al prezzo e alla consuetudine ma, anche, in base alla provenienza. Col “consumare in maniera critica” si sostiene chi produce nelle Duesicilie e quindi si aiuta l’occupazione nelle nostre regioni. Consumo critico vuol dire anche, di conseguenza, comprare "a Km zero", riducendo lo spreco e l' inquinamento dovuto al trasporto sulla lunga distanza. Consumo critico vuol dire anche trattare direttamente con i produttori, saltando gli intermediari e la grande distribuzione, costruire dei Gruppi d’Acquisto Solidale, ovvero gruppi di persone che decidono di acquistare direttamente dall’azienda o all’ingrosso i prodotti, così da pagare, tra l' altro, prezzi inferiori per prodotti di qualita' superiore.
 
2)BOICOTTAGGIO: Nel mercato, l’uomo con i suoi acquisti e le sue astinenze può determinare cosa e come si deve produrre.
Iniziamo col boicottare i prodotti, anche culturali, che propagandano una visione distorta e falsa del nostro presente e del nostro passato. Boicottaggio di prodotti che imitano in modo fraudolento i nostri prodotti tipici e che sono prodotti in industrie alimentari padane o straniere.
Boicottiamo anche chi nelle Duesicilie importa prodotti o produzioni dall' estero o dal nord in concorrenza sleale con quelli prodotti nelle nostre regioni.
Bocottaggio per tutto cio' che mira a perpetrare la menzogna risorgimentale.
 
CONTRO ECONOMIA: Appoggiamo i mercati deregolamentati di sussistenza, per intenderci,  ‘bancarelle’, ambulanti ‘abusivi’ e a tutti quanti non sono in grado fare fronte agli esorbitanti costi necessari per mantenere una attivita' nella cosiddetta legalita'. Non scandalizziamoci della "illegalita'": molti lavorano duramente e onestamente ma non ce la fanno a pagare tasse, camere di commercio, oneri e tributi vari. Il fisco li vorrebbe scaraventati nelle fila della malavita, loro si ostinano coraggiosamente a voler vivere del proprio duro lavoro. Chi e' "illegale"?  Cosa ricevono, in cambio, dal fisco e dallo stato burocratico?
 
RAPPORTI ECONOMICI EXTRA MERCATO.  Il direttivo dei CDS, insieme con le pratiche di acquisto consapevole, promuove anche tutte le forme di rapporto economico extra mercato, ovvero non monetizzato.
Sono tali lo scambio di prestazioni e prodotti senza che vi sia circolazione di moneta o credito, ad esempio, il tipico pagamento in natura o con un reciproco scambio di prestazioni professionali.Lo sviluppo di questo tipo di rapporti e' fortemente dirompente, infatti:
1)non essendoci passaggi di moneta la remunerazione non e' soggetta a tasse, quindi e' l'unico caso in cui il 100% del guadagno resta al lavoratore e quindi non contribuisce al mantenimento delle caste parassitarie che sono le principali fruitrici del gettito fiscale 
2)elimina qualsiasi trattenuta bancaria o costo di intermediazione finanziaria, tali "pagamenti" per essere fruiti non richiedono il possesso di carte di credito, bancomat e conti non in rosso 
3)elimina la speculazione degli intermediatori, vera causa dell' impennata dei prezzi al consumo e della bassissima rimuneratività' per i produttori  
4)creano reti di solidarietà in cui può operare anche chi e' stato espulso o dal mercato del lavoro o non e' mai riuscito ad entrarvi, il caso eclatante e' quello di chi ha un fallimento sulle spalle o non ha i soldi sufficienti per mantenere una partita IVA regolare. Per la nostra società dove e' enorme il numero degli esclusi o i marginali, costretti al lavoro nero e sottopagato, lo sviluppo di questi rapporti extramercantili e' fondamentale  
5)favoriscono le professionalità e le produzioni locali in quanto simili rapporti non sono possibili se non c'e' una conoscenza diretta.  
I CDS ritengono che se anche soltanto un 10% dei nostri rapporti di lavoro e di acquisto possono essere strappati alla speculazione del mercato, il reale aumento di reddito possibile può superare il 25%, un incremento che, in tempi di crisi economica, non e' pensabile ottenere il alcun modo.
 

 

 

END THE FED di G. Larosa
 
Chi e' Ron Paul? E' un senatore USA, la vera alternativa a Bush e alla casta dei politicanti a cui, bene o male anche il buon Obama appartiene. Una premessa pero', prima di iniziare: non sposiamo TUTTE le posizioni di Ron Paul, alcune delle quali riteniamo assolutamente inaccettabili ma questo senatore va conosciuto, quali che siano le sue opinioni su tanti questioni. Ron Paul ha votato contro l' intervento in Iraq, contro l' intervento in Afganistan. Ron Paul e' sostenitore di una riforma rivoluzionaria del sistema bancario USA e mondiale. Di lui la stampa di regime non parla. Durante le ultime elezioni sono stati forniti i dati di tutti i candidati, perfino di quelli che raccoglievano manciate di voti quasi mai c'erano i dati di Ron Paul. Specialmente nelle primarie in cui Ron Paul ha ottenuto buoni risultati. Questo anomalo senatore USA ha scritto recentemente un libro eccezionale: End the FED che nasce a seguito dei recenti scandali bancari. Vale la pena, quindi di leggere e di capire perche' la battaglia di Ron Paul contro la FED ci riguarda ed e' anche la nostra battaglia contro il nostro sistema bancario e finanziario.
Il 5 gennaio Ron Paul e' intervenuto alla commissione dei servizi finanziari sul caso Madoff. In questa occasione ha ricordato che Madoff, l' unico arrestato per frode fiscale, operava sotto la supervisione della SEC (la SEC e' la Consob degli USA) e dunque chiese che i vertici della SEC e della FED (Federal Reserve, sarebbe la Banca Centrale, da noi la BCE o la Banca d' Italia) fossero indagati per frode.
Ando' oltre, da questo nasce il libro che presentiamo: Ron Paul ha chiesto ufficialmente che si abolissero sia la FED che la SEC, poteri finanziari non eletti e implicati in tutti gli scandali che hanno  portato all' attuale crisi economica.
End the FED e' una guida per capire come agiscono le FED, la BCE e gli altri poteri finanziari "regolatori" responsabili dell' oppressione finanziaria dei popoli.
Ron Paul sostiene che i poteri finanziari privati hanno praticamente imposto ai governi compiacenti, degli enti "regolatori" con il potere di supervisione e quindi di gestione e condizionamento di tutta la finanza nazionale e globale. In mano a questi enti e' la politica finanziaria degli stati che si limitano a seguire le loro imposizioni. Questi enti non hanno affatto operato per tutelare gli interessi della popolazione e della nazione stessa ma hanno imposto e favorito le speculazioni dei loro affiliati o protetti a scapito dell' interesse generale. Non solo, Ron Paul accusa questi enti di aver indotto nella popolazione, a scopo di lucro, comportamenti estremamente dannosi, spingendoli ad indebitarsi, a rischiare i loro risparmi in speculazioni di borsa ecc...  Oggi il sistema bancario, non solo USA ma mondiale, e' un gigantesco casino', dove pochi speculatori, depredano tutto e tutti. Oggi, per Ron Paul, il punto cruciale e' l' eliminazione dei debiti mentre il sistema finanziario e' alla ricerca di ulteriori speculazioni e di ulteriori fonti di indebitamento. Ma per ripulire il sistema creditizio e rialimentare il risparmio, dice giustamente Ron Paul, dobbiamo sbarazzarci di questi enti inutili e dannosi che sono responsabili del generale disastro. End the FED, finiamola con la FED e noi con Ron Paul diciamo, con le stesse medesime argomentazioni BCE = Basta Con le Estorsioni, finiamola anche noi con Banca d'Italia e BCE!
Per ascoltare il discorso di Ron Paul, saperne di piu' e comprare il libro andate sul sito http://www.ronpaul.com/

  

CHE CRISI C'E' ? Di G. Larosa
 
 
Franco L.M. Nelle zone turistiche dove svolgo quest'anno il mio lavoro (Lago di Garda, Pescasseroli) non sembra affatto di essere in un Italia in crisi.
Nessuno sembra preoccuparsi della disoccupazione; le famiglie con prole sono numerose e sembrano non aver problemi. Gli alberghi sono pieni.

Che ne pensi?
Saluti
 
G. Larosa 
 
E' una domanda legittima perche', come dici tu, a vedere certi posti turistici o anche soltanto il lungomare di Pescara, nulla sembra cambiato rispetto al passato: giovani e famiglie ben vestiti, aria festosa, allegria.....
La prima considerazione da fare che e' che va distinta la crisi finanziaria da quella diciamo dell' economia reale.
La crisi drammatica di cui si parla e' quella finanziaria, consiste nel crollo della speculazione.
Questo ha provocato un ulteriore ribasso e impoverimento dell' economia reale che subisce due conseguenze
1)perde soldi e ricchezza perche si usano trilioni di dollari e milioni di euri per finanziare le entita' non solo inutili ma dannose
2)riceve meno credito, meno flessibilita' dalle banche e quindi fa molta piu' fatica a lavorare, pagare ecc..
Ma la crisi dell' economia reale e' dovuta solo in parte a quanto detto ai punti 1 e 2 e questo e' vero soprattutto per gli effetti immediati visibili quest' anno.
Per Europa ed USA la crisi e' in realta' declino e quindi non esiste ripresa ed e' dovuta alla perdita di produttivita' e di attivita' produttive, all'indebitamento delle persone e delle societa', alla riduzione drammatica del livello tecnico delle imprese operanti e allo scadimento del livello professionale e morale della loro popolazione.
Cominciamo con le imprese.
Fino a 10 anni fa una impresa medio piccola, diciamo con 25 dipendenti, aveva almeno un ingegnere o un tecnico laureato di pregio, un ufficio tecnico ed un ufficio commerciale e circa 10 operai o tecnici operativi.
Questa tipologia di ditte oggi e' scomparsa. Al loro posto ci sono ditte con 10 persone, nessun tecnico di pregio se non capocantieri di 45 - 55 anni che non troverebbero lavoro altrove, un tuttofare con qualche aiutante in ufficio ed operai stranieri o italiani male in arnese. Queste le ditte ancora "buone".
Fino a 10 anni fa una ditta medio grande, diciamo con piu' di 50 persone si poteva permettere anche di fare ricerca, aveva dei laboratori, collaborazioni con l' universita'. Anche questo tipo di ditta e' scomparsa. Al suo posto ci sono ditte di 30 persone circa formate tutte da operai e tecnici di basso livello e si fanno solo lavori di bassa qualita'.
Per le ditte grandi, con piu' di 500 persone, siamo allo sfacelo. Queste, con rare eccezioni sono scomparse o ridotte a fare gli installatori o i rivenditori di prodotti fatti altrove, non producono piu' alcuna innovazione ed arrancano a mantenersi sul mercato.
Tutto questo comporta progressivamente un decadimento dei redditi, uno scadimento delle scuole, delle universita'.
Risultato: insieme alle imprese, anche la gente e' sempre piu' impoverita. Man mano piu' impoverita, non impoverita dalla sera alla mattina e quindi non si vede la differenza anno dopo anno ma si vede di 20 anni in 20 anni.
20 anni fa un impiegato o anche un operaio con contratto a lungo termine, in 15 anni comprava casa, senza grandissimi sforzi, semplicemente facendo una vita dignitosa ma risparmiosa.
Oggi gli servono 30 anni e deve lottare disperatamente con secondo lavoro e impicci per non affogare nei debiti. E' quindi, due volte piu' povero.
Stessa cosa vale per il cosiddetto ceto medio, prima aveva soldi per una vita agiata, spendeva in vestiti, concerti, teatro, viaggi, cibo, sport, cultura..... l' estate era tutto un parlare di ferie, ferie, ferie... Oggi no, oggi le ferie sono quasi un problema da risolvere, e se i soldi ancora si riescono a mettere insieme, pero' si rinuncia a tutto il resto.
Molti stanno anche rinunciando alle ferie ma non sono quelli che si vedono nelle localita' turistiche. Sono i finti vacanzieri, gente cioe' che torna a casa sua, cioe' alla casa del paese d'origine nel periodo estivo, ingrossa le file in autostrada e i titoli scemi dei giornali e dei TG ma di fatto la sua vacanza e' solo un periodo forzato di non lavoro e di salutare ozio a casa propria. Questi sono la grande maggioranza, non vanno in ferie per divertirsi, sono mandati in ferie o vanno in ferie perche' la ditta o l' ente per cui lavorano chiude o perche' i clienti hanno chiuso, per cui non possono fare diversamente. Il numero di costoro aumenta di anno in anno. Prima questa era la categoria dei poveri, dei derelitti, dei senza lavoro, oggi e' la categoria maggioritaria e riguarda tutti i lavoratori, artigiani, dipendenti di segmento dal medio in giu'. Vuol dire che in 20 anni costoro si sono ulteriormente impoveriti. Rispetto all'anno scorso poca differenza ma rispetto a 20 anni fa, la loro vita e' completamente diversa e le loro estati di una volta oggi sono un sogno. Questa fascia di persone e' ancora in grado di simulare, di sembrare, di far mostra di un livello di benessere migliore di quello reale e fingere e' fondamentale per non far sapere agli altri come stanno le cose. Ma dietro la finzione c'e' la realta'. Queste persone hanno perennemente il conto in rosso, mentre prima erano i risparmiatori. Queste persone andavano in pizzeria o al ristorante tutti i sabati, ora ci vanno solo in particolari occasioni, cominciano a comprare alle bancarelle e dai cinesi, si portano il cibo da casa quando lavorano.... Vivono come quelli della categoria inferiore vivevano  20 anni fa. Presto comicera' a cadere anche il muro dell' illusione e della finzione se non si fara' inversione di tendenza nell' economia. Inizieranno a starsene tappati in casa, a non usare l' automobile, a ridurre i consumi elettrici al minimo vitale, a vestirsi male e a mangiare malissimo, poi anche a vivere in posti brutti e in case malmesse, in condomini fatiscenti. Tutto questo non avverra' dall' oggi al domani ma un po' alla volta, forse tra altri 10 anni, ma una cosa e' certa, ogni anno si fa un passo indietro, a meno che non si cambi musica.... Ma devono cambiare i direttori di orchestra, dobbiamo sbarazzarci dei poteri sovrannazionali non eletti, dobbiamo ridurre le importazioni, tutelare il lavoro e la produzione, reindustrializzare, rimpiciolire le banche e ridurre il loro ruolo e soprattutto dobbiamo ridurre drasticamente l'indebitamento delle persone. Ma occorre anche un altro passo che ritengo essenziale ed e' quello di riacquistare moralita', eticita'. Bisogna che chi si sposa lo faccia pensando e costruendo giorno dopo giorno un rapporto che deve durare tutta la vita, a meno di fatti clamorosi, perche' una delle ragioni di impoverimento sono anche i divorzi e le separazioni.
Occorre che a 40 anni le persone invece di cercarsi le avventure sessuali o delirare di problematiche sessuali come adolescenti dementi, pensino a lavorare, a crescere professionalmente, a fare qualcosa di utile e bello per tutti a costruire per il domani, per quando non ci saranno piu'. Mio nonno a 50 anni pianto' un gran numero di noci su un pezzetto di terra incolto, disse che un noce da il massimo a 50 anni e gia' vedeva come sarebbe stato quel pezzo di terra quando lui non ci sarebbe stato piu'. Ecco, bisogna pensare al futuro, oltre noi stessi. Recuperare la dimensione ultra terrena che non vuol dire fare i papa bovis (avete letto bene, non ho detto boys), vuol dire vivere spendendo la propria vita anche per tutto cio' che non appartiene solo alla nostra esistenza fisica e al nostro "oggi" mediocre. Ma soprattutto vanno recuperati i giovani: la diffuisione esagerata di droghe, alcoolismo, comportamenti demenziali, ha annientato le capacita' lavorative e socialmente produttive di un numero enorme di giovani che sono in grado soltanto di vivacchiare da parassiti, in genere appoggiandosi alle famiglie fin quando vivranno i genitori. Non hanno alcuna professionalita' e non sono in grado di procurarsi alcuna specializzazione tecnica. Molti hanno il cervello letteralmente in fumo. Consiglio agli esegeti dei rave e delle droghe di farsi un giro in alcuni ospedali, dove sono andato a trovare il figlio di uno dei miei piu' cari amici: c'e' una popolazione di zombie dai 16 ai 30 anni che fa paura, ebeti, urlanti di terrore, ridotti a larve umane, rincretiniti, incapaci di studiare, di leggere, di ricordare se non cose elementari. Al di la' di questi poveri relitti, ci sono anche quelli che relitti non sono ma non sanno fare niente e non hanno voglia alcuna di fare o di imparare, costoro sono la maggioranza. In molte zone d'Abruzzo, che e' una regione di eccellenza rispetto al porcile che c'e' in Lazio o in altre regioni piu' metropolitane, se vuoi un elettricista in gamba devi chiamare un polacco o un rumeno perche' non c'e' un italiano in grado di farlo e se prendi un giovane lo fai a tuo rischio e pericolo. Ho esperienza diretta di questo. Sotto i 50 anni non trovo piu' un italiano che lavori in modo decente da 10 anni. La mattina, se sono giovani, facilmente non vengono perche' la sera si sono ubriacati o peggio e sul lavoro cominciano a cercare tutte le scuse per lamentarsi e non fare, per giustificare un loro abbandono. Di solito non sono in grado di lavorare per piu' di tre mesi di seguito. Non tutti, e' chiaro, ma molti sono cosi' e sono talmente tanti da rappresentare una vera emergenza sociale che ci costa fiumi di denaro, che impoverisce loro e noi tutti e che ci trascina nel baratro un po' alla volta. Guardate i cinesi: non i disperati che vivono da schiavi, quelli che stanno bene, hanno figli e figlie che vanno bene a scuola, che lavorano bene, che si impegnano seriamente. E non solo i cinesi! Ho scoperto il mondo degli stranieri e sono rimasto senza parole! Tolti quelli che vivono di delinquenza e lavori di semi accattonaggio come lavavetri e simili, che sono un 30%, gli altri sono davvero eccellenti. Si ribaltano le percentuali degli italiani giovani, li' e' il 30% che e' non eccellente ma almeno passabile contro un 70% di scadenti o pessimi.Tra costoro, nel 70% dei casi, e' una impresa ardua trovarne uno che non sia bravo e serio, onesto e gentile. Magari sono dei duri, magari hanno pochi scrupoli, ma sul lavoro sono eccellenti e non vincono la concorrenza degli italiani perche' costano meno come dicono i bugiardi ma perche' sono piu' affidabili, piu' seri e piu' bravi. Quindi, o il popolo italiano e duosiciliano in primis cambia atteggiamento o e' destinato a scomparire diventando sempre piu' povero e, diciamolo con dolore ma con onesta', per come stanno le cose oggi se lo merita!
 

 

LA REINDUSTRIALIZZAZIONE POSSIBILE
 
 
Era il 5 maggio quando Emma Marcegaglia, venuta a L'Aquila per un incontro con gli imprenditori locali, lancio' una proposta: disponibilita' ad investire nel luogo se si istituiva una sorta di zona franca con defiscalizzazioni ed agevolazioni.
Potremmo sintetizzare dicendo: Marcegaglia propone Franco Nocella ringrazierebbe ma ha gia' proposto di meglio. Nel frattempo sono passati 20 giorni e intanto per la campagna elettorale si stanno gia' riempiendo i muri di facce e simboli senza molto contenuto e nessuno ha risposto alla celebre imprenditrice, ne' si, ne' no.
Ci chiediamo: ma di cosa si occupano i politici abruzzesi e napoletani? Per quale motivo dovrebbero essere votati?
La proposta invece e' molto interessante e raccoglie quella che e' da sempre uno dei principi ispiratori della politica di reindustrializzazione dei Comitati Duesicilie che altro non e' che la continuazione della proposta di politica economica di Federmediterraneo, l' ONG fondata da Franco Nocella. La proposta, vecchia ormai di oltre 10 anni, era rivolta proprio al parlamento europeo e quindi, quale migliore occasione per ribadirla, visto che abbiamo le elezioni europee e quelle locali a breve?
Le zone franche di cui si chiede l' istituzione si chiamano ZFILS ovvero, zone franche industriali di libero scambio. Il primo progetto di istituzione delle ZFILS e' dei Borbone anzi, e' merito del re Francesco II che ne previde una prima sperimentale a Nisida. Quel progetto avrebbe creato non pochi problemi di concorrenza a Inglesi e Francesi, e non se ne fece nulla solo perche' i due infami imperi coloniali promossero la distruzione della nostra ricchezza ed indipendenza per mano dei massoni Piemontesi.
Nel dopoguerra l'idea fu ripresa da Angelo Manna, altro illustre duosicilianista, che richiedese l'istituzione della zona franca a Napoli per combattere criminalita' e contrabbando promuovendo libero scambio e occupazione legale. Ovviamente si preferi' favorire la camorra, fingendo di mantenere la dogana che, per chi non e' di Napoli ed ha letto Saviano, sa bene come funziona e soprattutto per conto di chi funziona.
Dopo Angelo Manna la proposta e' stata ripresa ed aggiornata da Federmediterraneo e Franco Nocella la porto' anche all' attenzione di senatori e ministri con una serie di incontri e riunioni anche presso i gruppi parlamentari di Camera e Senato. La ZFILS prevista da Nocella era estremamente semplice e poco costosa da realizzare: si trattava di realizzare o ristrutturare capannoni industriali in grado di fare magazzinaggio, montaggio e manutenzione, tutte attivita' a basso impatto ambientale e soprattutto a basso costo di investimenti ma con elevato rendimento occupazionale.La ZFILS doveva essere aperta a investitori di tutte le nazioni CEE e del bacino mediterraneo. Le ditte aventi sede legale nella ZFILS avrebbero goduto dell'esenzione dell' imposta sui redditi e sui dividendi per 15 anni.
Seguendo la logica di tutelare realmente il nostro lavoro e quindi coerente con la politica di promuovere le condizioni oggettive per una concorrenza leale, la proposta di Franco Nocella prevedeva anche l'esenzione IVA per tutti i prodotti di provenienza e produzione CEE lavorati nella ZFILS, cosa prevista gia' come agevolazione dall' art. 14 del RITI (regime di IVA nelle transizioni comunitarie) e dal regolamento della Commissione Europea 1482/97.
Come si vede esistono forma di protezionismo legali e gia' previste, per quanto ne dicano i nostri economisti e gli eurocrati intoccabili.
L'istituzione delle ZFILS e' anche prevista dal trattato europeo e dalla legislazione nazionale che, sin dal 1951 ne aveva prevista una proprio per Napoli (proposta Manna). Una zona del genere e' stata istituita a Madeira in Portogallo, qui da noi, a parte le battute della Marcegaglia, si parla di altro, si implora la FIAT di garantire i posti di lavoro, si protesta a casaccio nei programmi di pseudoinformazione televisivi e si imbrattano i muri.
Tuttavia, siccome siamo vogliamo essere collaborativi ad ogni costo, rilanciamo la proposta delle ZFILS a tutti i candidati e i partiti in competizione elettorale.
 

 

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